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Rete di consulenze professionali

Consulenza medico specialistica Psichiatrica per i casi in cui si renda necessaria oppure opportuna una terapia che comporti l’associazione tra psicoterapia e l’utilizzo di farmaci (Terapia associata).

Consulenza medico specialistica andrologica e ginecologica per gli accertamenti clinici preliminari laddove questi si rendano utili per determinare la natura delle (presenza anche di eventuali) componenti di origine organica nei disturbi che necessitano di una terapia sessuologica (Ansia da prestazione, disturbo dell’erezione, mancato eccitamento maschile e femminile ecc.).

Nel caso di malattie di pertinenza medica, (cardiopatie, patologie oncologiche e più in generale le diverse patologie croniche ) l’intervento psicologico è finalizzato a diminuire il carico di angoscia e si propone come aiuto ad elaborare i cambiamenti talvolta radicali, rispetto all’immagine mentale di sé, che una persona si trova ad affrontare quando viene colpito da una malattia, con il carico emotivo che ciò comporta per i cambiamenti di prospettive nella vita propria del soggetto e dei suoi famigliari.

Naturalmente il medesimo principio riferito alla necessità di una collaborazione tra lo Psicologo che conduce la Psicoterapia e gli altri Specialisti Medici riguarda tutto il capitolo dei disturbi dell’alimentazione, nei quali il corpo diventa il teatro drammatico di tutta una serie di atti di controllo ossessivo e di disconoscimento dei suoi bisogni essenziali che hanno molteplici conseguenze negative sul suo funzionamento.

Per situazioni di separazione, divorzio, danno alla persona, cause di lavoro, mobbing, stalking il nostro studio dispone di consulenti esperti in Psicologia Giuridica e CTU ovvero consulenti tecnici d’ufficio per i tribunali, oltre che di una stretta collaborazione con studi legali, dotati sia di specialisti in diritto civile che di specialisti in diritto del lavoro.

Decisione sul tipo di trattamento: Consulenza ( Consultazione, Counseling); Psicoterapia breve ; Psicoterapia.
Per decidere il trattamento, in primo luogo occorre un’ osservazione del singolo caso per procedere ad una valutazione che sia coerente con i principali modelli teorici scientificamente fondati, in quanto si ritiene opportuna la flessibilità nell’utilizzo e nell’applicazione dei differenti modelli in relazione alle diverse problematiche presentate dalle singole persone.

La Consultazione: In generale si può dire che la Consultazione (Consulenza, Counseling), è indicata in tutti quei casi in cui la persona è alle prese con un problema circoscritto, relativo a un momento attuale della propria vita, che determina dubbi ed esitazioni nel prendere una decisione oltre a creare uno stato di disagio e preoccupazione per sé e per le persone con le quali è in relazione.

La Psicoterapia breve è indicata nei casi in cui la persona manifesta dei sintomi che sono insorti a seguito di un evento stressante circoscritto e individuabile, oppure sono connessi ad altri fattori contingenti come cambiamenti di vario tipo nella propria vita – lavoro, ciclo di studi, relazioni sentimentali, distacco dalla famiglia d’origine ecc. - che provocano uno stato di sofferenza marcata provocata da sintomi quali: ansia, tristezza, irritabilità, apprensione, facile affaticabilità, dolorosità indefinite, nausea, diarrea, difficoltà a concentrarsi, alterazioni del sonno, sensazioni di estraniazione, sentirsi staccato come se si fosse un altro che osserva il proprio comportamento e i propri pensieri ecc.

Occorre precisare che la serie di sintomi sopraelencata, che peraltro potrebbe essere di molto allungata, non denota necessariamente un disturbo psichico profondo ( Sindrome) - come una depressione, un disturbo d’ansia generalizzato o un disturbo di personalità ecc.- ma un sintomo o più sintomi insieme avvertono semplicemente che la persona sta reagendo emotivamente a una situazione, cosa di per sé normale, ma che queste reazioni tendono a protrarsi nel tempo e ad essere insolitamente intense al punto da sfuggire al proprio consueto controllo.

Un percorso di Psicoterapia più approfondito è particolarmente indicato nei casi in cui l’insieme dei sintomi è così pervasivo, persistente nel tempo e ha determinato nel corso degli anni disagi e sofferenze che hanno anche impedito, talora, di raggiungere mete evolutive auspicabili; che ciò dipenda principalmente dai ‘tratti di personalità’ del soggetto o dal contesto relazionale nel quale egli è inserito o come più spesso si dà il caso da entrambi i fattori combinati, i livelli di problematicità e di sofferenza presenti richiedono in ogni caso una rielaborazione approfondita delle proprie tematiche esistenziali e un lavoro psichico finalizzato al cambiamento e all’evoluzione delle proprie modalità di regolazione emotiva e di elaborazione mentale delle esperienze di vita.

In conclusione, la scelta delle modalità di intervento pertinenti al caso vengono effettuate sulla base della natura del problema e del tipo di richiesta. Ciò si fonda su di un criterio di riferimento che considera la psicoterapia come una pratica sempre orientata verso il caso particolare; la pratica si sostanzia in un’attitudine alla ricerca, alla scoperta e alla sistematica riflessione sulle proprie affermazioni e convinzioni che si vanno formando nel corso dell’andamento della relazione terapeutica. Di modo che la finalità e gli obiettivi scaturiscono esclusivamente nel corso di un procedimento caratterizzato dal meditare su quale sia l’azione più avveduta da compiere in una determinata situazione specifica.

Interdisciplinarità-Psicosomatica Nel corso di una psicoterapia si possono riattivare forti aspettative di sviluppo di diversi aspetti potenziali del sé, inesplorati o bloccati da vicende traumatiche; contemporaneamente sorge il desiderio di un senso di una propria unità ideale che attraversa il passato, il presente e si proietta nel futuro,che comprende la corporeità nelle sue molteplici manifestazioni. Il corpo con la propria esposizione alle malattie somatiche e alla morte,ricorda prepotentemente attraverso il dolore e la sofferenza,la propria finitezza; anche per questo richiama alla mente dell’uomo una grande nostalgia per una totalità che dia un senso all’esistenza (Thoma,Kachele,1992).

Diverse sono le situazioni in cui la sofferenza del paziente assume un’espressività somatoforme: le condizioni più frequenti sono riscontrabili nei disturbi di somatizzazione che spesso compaiono associati ai disturbi d’ansia e dell’umore;inoltre allo stato attuale delle conoscenze, si può ipotizzare una concomitanza aspecifica di fattori psichici, a diversi gradi di significatività, relativamente all’insorgenza e al decorso di malattie somatiche, a cominciare da quelle di cui si è occupata tradizionalmente la medicina psicosomatica; ciò a partire dal presupposto che le condizioni di malattia vanno inquadrate in una prospettiva multifattoriale.

Occorre premettere che in psicoterapia è possibile prendere contatto con il corpo attraverso il vissuto corporeo del paziente che si riferisce all’immagine del corpo, cioè ai rappresentanti ideativi consci e inconsci che il soggetto ha dell’esperienza della propria corporeità. Tutto ciò si colloca su un piano diverso dal corpo inteso in senso esclusivamente biologico; la psicoterapia quindi,è diretta al vissuto psichico del paziente e non direttamente al corpo di cui si occupa la medicina scientifico-naturalistica.

Ciò comporta la necessità di un approccio complesso, interdisciplinare,che se da un lato limita fortemente la fantasia di poter realizzare il sogno di completezza totale e unità perfetta di cui una teoria onnicomprensiva è la promessa,dall’altro propone un esame della realtà in cui il senso del limite,se pur doloroso,è il presupposto a un’esistenza più piena e consapevole.

Questo permette di non perdere di vista l’unità della persona, però questa volta in una prospettiva più realistica:se a partire da un unico punto di vista e da un piano metodologico circolarmente collegato ad esso si arriva a spiegare ogni fenomeno, questo comporta inevitabilmente l’esclusione di molti aspetti della realtà complessa in cui viviamo,a cominciare da ciò che non si conosce sufficientemente e che pertanto non può essere inserito coerentemente, se non con un eccesso di fantasia,in un quadro teorico che pretende di spiegare tutto. Al contrario, un accostamento al paziente che tenga conto della psiche e del corpo comporta, laddove la sofferenza del paziente lo renda necessario, la collaborazione multidisciplinare tra diverse specializzazioni.

Ciò vale sia per i pazienti con disturbi psichici che comportano disturbi di somatizzazione,sia per i pazienti affetti da malattie somatiche che comportano effetti somatopsichici e che potrebbero usufruire di una psicoterapia proprio perché tali effetti si riflettono sulle sensazioni soggettive del paziente come vissuto del corpo,il che è inestricabilmente congiunto all’immagine del corpo; per cui per mezzo della psicoterapia può favorirsi la presa di coscienza e l’attenuazione delle influenze psicologiche sui disturbi somatici.

Tra le funzioni mentali e i processi somatici, dunque sussistono delle relazioni indirette che richiedono, per la comprensione dei fenomeni psichici e somatici,un modello multifattoriale basato sulla complementarità dei sistemi di riferimento categoriale e non sull’isomorfismo dei processi psicofisici.

Salvaguardando la multiformità dei linguaggi che caratterizzano le diverse metodologie, è possibile ottenere una ricchezza di dati osservazionali che consente di studiare più adeguatamente le eventuali correlazioni tra comportamento,stati mentali e funzioni fisiologiche; in tal modo , mantenendo un’adesione alla realtà che impone il senso del limite dei diversi punti di vista, è possibile restituire una tensione che consente di approssimarsi a soddisfare i desideri di totalità e di unità per mezzo di una valutazione integrativa di riscontri e rilevazioni.

Queste considerazioni concordano con H.Ey, Bernard e Brisset quando affermano che:”La storia della medicina mostra le oscillazioni delle dottrine e della prassi fra i due poli della conoscenza medica: la malattia può essere concepita come una reazione del malato alle condizioni della sua esistenza,come una specie di errore nella condotta degli scambi con l’ambiente che lo circonda:è la dottrina ippocratica.

Oppure può essere concepita come una specie di parassita che abita lo spazio del suo corpo,una lesione nella struttura della sua concatenazione cellulare:è la dottrina inaugurata dai primi anatomici e portata ad un punto estremo di precisione dalle scoperte a catena degli ultimi cento anni. Le due correnti non hanno cessato di alimentare la medicina,l’una più “obiettiva”, l’altra più “umana”, l’una che spoglia il malato della sua originalità,l’altra che spoglia la malattia della sua figura astratta e scientifica.

Per gli uni il soggetto è malato; per gli altri ha una malattia. La contrapposizione di questi due piani è reale e feconda a condizione di intenderla come l’opposizione di due termini complementari e non come l’opposizione di due termini che si escludono”.