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Disturbi d'ansia

 
 
 

Ipocondria

 
 
 
 
trattamenti psicoterapia bg
 
 
 
 
 
L’ipocondria è un disturbo la cui caratteristica principale è costituita dal fatto che alcune sensazioni fisiche più o meno anomale e non necessariamente dolorose inducono una persona a preoccuparsi in modo eccessivo di avere una malattia fisica, talvolta la preoccupazione può diventare un’apprensione continua per ogni minimo segno di fastidio proveniente dal corpo fino a pervenire alla convinzione di avere contratto una grave malattia.

Le paure di essere ammalato persistono o si ripresentano nonostante le visite mediche i ripetuti esami clinici e le rassicurazioni; infatti ogni sensazione proveniente dal corpo,- il battito cardiaco un po’ più frequente, un movimento intestinale magari un po’ doloroso, un poco di nausea oppure un po’ di tosse, un doloretto in qualunque altra parte del corpo ecc.- sono tutti eventi che la persona interpreta come segnali di una qualche malattia fisica.

La descrizione e lo studio più specifico del fenomeno ipocondriaco è certamente molto istruttivo in termini generali, perché tratti ipocondriaci possono infiltrare quadri morbosi i più diversi (Disturbi d’ansia; depressione; disturbi ossessivo-compulsivi).

Nel DSM-IV, che è il manuale diagnostico statistico dei disturbi mentali attualmente più utilizzato per formulare la diagnosi descrittiva, l’ipocondria è inserita tra i quattro disturbi somatoformi (Disturbi somatici dismorfici, di conversione, di somatizzazione, ipocondria e disturbi somatoformi dolorosi) nelle due varianti: come nevrosi ipocondriaca dotata di insight, per quanto riguarda appunto l’espressività nevrotica, e come disturbo delirante di tipo somatico, cioè come forma di espressività psicotica non dotata di insight.

Inoltre si tratta di un disturbo in cui il vecchio problema ‘sine o cum materia’ può essere affrontato in modo nuovo, da una prospettiva che tenga conto delle recenti scoperte derivanti dalle neuroscienze, ma in un senso che ho trovato rispettoso delle teorie fisiologiche e delle teorie mentali così come è stato proposto da M.Solms e O.Turnbull nel volume “Il cervello e il mondo interno”.

In questo lavoro gli autori definiscono il loro approccio ‘monismo dal duplice aspetto percettivo’: il cervello è costituito da una materia che ci appare fisica quando viene osservata dall’esterno (come un oggetto), mentre ci appare mentale quando viene vista dall’interno (dal soggetto). La realtà di cui siamo fatti, quindi, è sempre la stessa, ma viene percepita secondo due modalità differenti, precisando che in questo contesto ’mentale’ equivale a ’soggettivo’, ovvero un tipo di percezione che può avvenire solo dall’interno del soggetto.

Con l’ipocondria abbiamo dunque a che fare con una sindrome costituita sia da un insieme di elementi che si possono cogliere trasversalmente, dal punto di vista descrittivo, come appartenenti a vari campi, ovvero il somatico, lo psichico, il sociale; sia nel senso di una specificità di vissuti e di esperienze interiori intime ma non mentalizzate a cui si rivolge l’approccio psicoterapeutico per produrre un percorso narrativo della soggettività del paziente attraverso l’esperienza transfert-controtransfert.

 
 
 
 
 
 
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