Vi presentiamo le principali FAQ legate ai disturbi trattati dallo studio di psicologia Milano.

Attacchi di panico

Proviamo ad evidenziare i diversi modi di manifestarsi dell’angoscia: le diverse forme in cui essa si presenta si ritiene che siano connesse alle varie connotazioni di significato che l’angoscia assume, dal punto di vista della clinica psicodinamica.

Quando l’angoscia è avvertita psichicamente, costituisce un primo livello di intensità dell’ansia.
Quando la manifestazione dei sintomi corporei è prevalente, l’ansia è motivata dalla propria condizione somatica e il terrore diventa angoscia somatica incontrollata che sfocia nello stato di panico.

Il DSM-IV classifica tali manifestazioni principalmente nei “Disturbi d’ansia”, ma occorre precisare che l’angoscia può presentarsi in qualunque altro quadro morboso; per tale motivo si ritiene opportuno approfondire lo studio degli aspetti patologici e delle funzioni regolative che governano i meccanismi neuropsicologici dell’ansia.

Secondo i teorici della ‘regolazione e autoregolazione degli affetti’ chi ha scarsa capacità di identificare ciò che sente, soffre di un mancato passaggio delle emozioni da un livello preconcettuale ad uno concettuale di organizzazione delle rappresentazioni mentali; non riesce a modulare l’ansia con le fantasie diurne, con il gioco e con i sogni, ed ha risposte abnormi a livello dei correlati fisiologici delle emozioni, il sistema nervoso autonomo (SNA) e il sistema neuro-immuno endocrino.

Il “sistema della paura”, così come viene definito dalle neuroscienze ( J. LeDoux, 2002; M. Solms, O. Turnbull, 2004 ), dispone di vie nervose che conducono direttamente dalla percezione del pericolo da parte del soggetto, all’amigdala, determinando una reazione immediata primitiva che è la tipica risposta alla paura ‘attacco-fuga’. La via talamo corteccia amigdala, è quella riflessiva caratterizzata da autoconsapevolezza, dalla coscienza di provare paura e dalla capacità di attribuire un significato a tale reazione emotiva.



Fobie

Secondo la definizione la fobia è una manifestazione psicopatologica riguardante stati dell'Io non pienamente inserito con l'ambiente che lo circonda. Per la cura delle fobie che impediscono un rapporto sereno con se stessi e gli altri affidatevi alla cura di esperti.

Stress

Lo stress è una sindrome di adattamento a degli stressor (sollecitazioni). Può essere fisiologica, ma può avere anche dei risvolti patologici, anche cronici, che ricadono nel campo della psicosomatica.



Disturbi di somatizzazione

Nei disturbi somatoformi, ovvero nell’ipocondria nel disturbo di somatizzazione ecc., disturbi per i quali si rende necessaria la psicoterapia, in quanto da un punto di vista psicologico i sintomi possono rappresentare una localizzazione nel corpo di esperienze relazionali dannose fondate sul fraintendimento che non hanno potuto essere elaborate mentalmente, fraintendimento di cui diventa oggetto il proprio corpo, nondimeno il paziente ha una sofferenza somatica concreta.

A fronte di questa sofferenza reale, la prospettiva di tenere sotto osservazione il decorso dei disturbi somatici anche da un punto di vista medico, salvaguarda la soggettività del paziente perché fino a quel momento, cioè prima che avvenga una trasformazione attraverso la rielaborazione della propria storia personale, la sofferenza del corpo è il suo modo di sentirsi, cioè di sentire sé stesso; percepire, da parte del paziente, un fondamentale rispetto per le proprie sensazioni può contribuire ad una apertura con maggiore speranza nella relazione terapeutica. Questa impostazione clinica permette di prendere in considerazione più globalmente la sofferenza del paziente, pur mantenendo un’utile distinzione tra il metodo di osservazione e di interpretazione psicologica e i metodi di indagine medico biologici.
In tal modo non si perde al ricchezza di informazioni che provengono da entrambe le prospettive: lavorando secondo un modello di complementarità che permette di ipotizzare ed eventualmente stabilire correlazioni tra vissuto, storia personale, comportamenti e funzioni psicofisiche.

Ipocondria

L’ipocondria è un disturbo la cui caratteristica principale è costituita dal fatto che alcune sensazioni fisiche più o meno anomale e non necessariamente dolorose inducono una persona a preoccuparsi in modo eccessivo di avere una malattia fisica, talvolta la preoccupazione può diventare un’apprensione continua per ogni minimo segno di fastidio proveniente dal corpo fino a pervenire alla convinzione di avere contratto una grave malattia. Le paure di essere ammalato persistono o si ripresentano nonostante le visite mediche i ripetuti esami clinici e le rassicurazioni; infatti ogni sensazione proveniente dal corpo,- il battito cardiaco un po’ più frequente, un movimento intestinale magari un po’ doloroso, un poco di nausea oppure un po’ di tosse, un doloretto in qualunque altra parte del corpo ecc.- sono tutti eventi che la persona interpreta come segnali di una qualche malattia fisica. La descrizione e lo studio più specifico del fenomeno ipocondriaco è certamente molto istruttivo in termini generali, perché tratti ipocondriaci possono infiltrare quadri morbosi i più diversi (Disturbi d’ansia; depressione; disturbi ossessivo-compulsivi).



Nel DSM-IV, che è il manuale diagnostico statistico dei disturbi mentali attualmente più utilizzato per formulare la diagnosi descrittiva, l’ipocondria è inserita tra i quattro disturbi somatoformi (Disturbi somatici dismorfici, di conversione, di somatizzazione, ipocondria e disturbi somatoformi dolorosi) nelle due varianti: come nevrosi ipocondriaca dotata di insight, per quanto riguarda appunto l’espressività nevrotica, e come disturbo delirante di tipo somatico, cioè come forma di espressività psicotica non dotata di insight. Inoltre si tratta di un disturbo in cui il vecchio problema ‘sine o cum materia’ può essere affrontato in modo nuovo, da una prospettiva che tenga conto delle recenti scoperte derivanti dalle neuroscienze, ma in un senso che ho trovato rispettoso delle teorie fisiologiche e delle teorie mentali così come è stato proposto da M.Solms e O.Turnbull nel volume “Il cervello e il mondo interno”. In questo lavoro gli autori definiscono il loro approccio ‘monismo dal duplice aspetto percettivo’: il cervello è costituito da una materia che ci appare fisica quando viene osservata dall’esterno (come un oggetto), mentre ci appare mentale quando viene vista dall’interno (dal soggetto). La realtà di cui siamo fatti, quindi, è sempre la stessa, ma viene percepita secondo due modalità differenti, precisando che in questo contesto ’mentale’ equivale a ’soggettivo’, ovvero un tipo di percezione che può avvenire solo dall’interno del soggetto. Con l’ipocondria abbiamo dunque a che fare con una sindrome costituita sia da un insieme di elementi che si possono cogliere trasversalmente, dal punto di vista descrittivo, come appartenenti a vari campi, ovvero il somatico, lo psichico, il sociale; sia nel senso di una specificità di vissuti e di esperienze interiori intime ma non mentalizzate a cui si rivolge l’approccio psicoterapeutico per produrre un percorso narrativo della soggettività del paziente attraverso l’esperienza transfert-controtransfert.